Mangialardi: “Senza i sindaci dei piccoli comuni la gestione dell’emergenza sarebbe stata un disastro”

A San Benedetto del Tronto in occasione della XVII Conferenza nazionale dei piccoli Comuni “Agenda controesodo, nuovi assetti e politiche per il sistema locale” si è discusso di presente e di futuro dei piccoli comuni.

L’evento di quest’anno è stato dedicato ad una grande necessità attuale nel nostro Paese e dei piccoli Comuni in particolare, che è quella di adottare politiche di promozione e di rilancio dello sviluppo economico, sociale, ambientale e culturale delle aree più periferiche, in gran parte amministrate da Comuni piccoli in termini demografici ma con territori che rappresentano la gran parte della penisola.

19577213_1372096399573973_4614557508772501913_oPrima del’lnizio della Conferenza Nazionale, il presidente dell’Anci Decaro ha i membri della Commissione Straordinaria Sisma di Anci e quelli della Commissione Cultura e Turismo. Inoltre, di concerto con il presidente di Anci Marche Maurizio Mangialardi, hanno preso parte alla riunione anche i sindaci dei comuni del cratere.

“Proviamo noi a scrivere un’agenda del controesodo”. Questa la sfida che il presidente dell’Anci Antonio Decaro ha lanciato ai sindaci riuniti a San Benedetto del Tronto per la Conferenza nazionale dei piccoli comuni. In tema agenda del controesodo, il presidente dell’Anci ha aggiunto: “vogliamo un bando delle zone urbane degradate riservato per i piccoli comuni, come esiste quello periferie aperte per i capoluoghi di provincia, da programmare annualmente, così da avere risorse e evitare l’esodo dalle aree interne”. Decaro ha posto l’obiettivo a medio termine. “Abbiamo sistemato tante cose – ha affermato – ed è tempo per l’Anci di dedicarsi anima e corpo ai piccoli Comuni. Ci adopereremo affinché la legge Realacci completi rapidamente il proprio iter, completa però di adeguati strumenti finanziari, altrimenti non serve a niente”.

19468024_1372092469574366_1951871559622228799_oIl ruolo dei comuni è stato ribadito dallo stesso presidente di Anci Marche Maurizio Mangialardi. “Se non ci fossero stati quei presidi, quei sindaci, nei territori terremotati, i problemi non sarebbero state le casette e le macerie, dove peraltro siamo troppo indietro. Senza loro oggi saremmo ancora lì a guardare cosa fosse accaduto. Sono stati loro i primi volontari che hanno difeso e danno prospettiva al territorio”.  “Non è ancora chiaro a tutti nel resto d’Italia cosa è accaduto – ha insistito – e che il sisma è stato l’evento più distruttivo dopo la seconda guerra mondiale. I sindaci hanno voglia di avanzare proposte, non di fare critiche asettiche. Per proteggere questi Comuni dobbiamo evitare lo spopolamento e facilitare le ricostruzioni, che non sono solo case, scuole e strade, ma anche la necessità di garantire il tessuto connettivo, la presenza delle persone, costruire relazioni e comunità. Se quei luoghi si desertificano è inutile parlare di ricostruzione”. 19575028_1372175429566070_6228492735461060281_o

Accorato appello anche da parte del Cardinale Menichelli, Arcivescovo di Ancona-Osimo che ha sottolineato come non occorra solo ricostruire le cose materiali ma tenere conto della spiritualità e dei sentimenti delle persone: “Bisogna ricostruire, ma che cosa? Case, lavoro, le chiese. La casa dà identità ma per le nostre terre dell’Appennino serve anche quella dell’anima che le nostre comunità stanno perdendo per paura e scoramento. Per questo bisogna ridare valore alla comunità in quanto tale, come soggetto che custodisce tradizione e storia. Il tutto con due atteggiamenti: ricostruire con saggezza e con l’impegno di una collettiva partecipazione”. “Se c’è un’agenda del controesodo – ha detto poi Menichelli – vuol dire che abbiamo fatto un esodo sbagliato: perché c’è stato un esodo? Cosa abbiamo sbagliato? Abbiamo agevolato una urbanizzazione frettolosa nelle città. Non abbiamo governato bene l’agenda industriale. Nelle Marche industriali con lo sguardo al futuro, tempo fa aprivano industrie nel territorio non facendo spostare la gente, mantenendo valori importanti come tradizione e terra”.

Messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella pag 1pag 2